Uno stormo di fenicotteri rosa in volo sopra un pantano
Fenicotteri rosa in volo sui Pantani Longarini, Sicilia sud-orientale — foto: Joturtle69 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Prima ancora di essere un borgo di pescatori, questo posto è stato un punto di passaggio per gli uccelli. Lo dice, forse, il nome stesso: fra le ipotesi sull'origine di Marzamemi, il linguista Corrado Avolio proponeva l'arabo marsa al-hamama, la rada delle tortore, per l'abbondanza con cui questi uccelli attraversavano la zona in primavera. È un'etimologia contesa, non una certezza, ma resta un'immagine giusta: l'identità migratoria di questa punta di Sicilia è iscritta nel suo nome.

Una rada che porta il nome degli uccelli

Le etimologie di Marzamemi sono più d'una e nessuna è definitiva. Tutte concordano sulla radice araba marsa, che significa porto o rada; da lì in poi le strade si dividono, e quella delle tortore è la più suggestiva. Vale la pena raccontarla per quello che è, un'ipotesi fra le altre, senza spacciarla per certezza.

Resta però il fenomeno che quell'ipotesi descrive: il passaggio degli uccelli, qui, è documentato e costante. A pochi chilometri Vendicari accoglie circa 180 specie nell'arco dell'anno, con due picchi migratori, in primavera e in autunno. Che il nome derivi davvero dalle tortore o no, il passaggio degli uccelli qui c'è sempre stato.

Vendicari, zona umida di importanza internazionale

A pochi chilometri di strada, lungo la costa fra Noto e Pachino, si apre la Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari: millecinquecento ettari circa, otto chilometri di costa e una varietà di ambienti che spiega tutto il resto. Ci sono coste rocciose e spiagge sabbiose, macchia mediterranea, dune, aree agricole e soprattutto acqua ferma.

L'acqua ferma sono i cinque pantani, da nord a sud il Pantano Piccolo, il Pantano Grande, il Roveto, il Sichilli e lo Scirbia, ai quali si aggiungono le saline che qui hanno avuto a lungo un'importanza economica reale. Paludi salmastre e d'acqua dolce, bacini salini, fondali bassissimi: per un uccello in migrazione è esattamente il posto giusto dove fermarsi a mangiare e riposare.

Circa 180 specie l'anno

Si stima che siano attorno alle centottanta le specie di uccelli che frequentano la riserva nel corso di un anno. Fra quelle documentate ci sono il fenicottero rosa, la spatola, la garzetta, l'airone cenerino e la cicogna, oltre a numerose specie di limicoli e di anatidi, che sono poi la gran parte di quello che si vede sui pantani.

La specie simbolo della riserva è però il cavaliere d'Italia, riconoscibile anche da lontano per il piumaggio bianco e nero e per le zampe rosse lunghissime, che lo fanno sembrare in equilibrio su due steli. È un buon soggetto per cominciare: una volta imparato a distinguerlo, l'occhio si abitua e comincia a vedere anche il resto.

Gli osservatori del Pantano Roveto

Il modo giusto di guardare gli uccelli qui è dagli appostamenti. Lungo i sentieri della riserva ci sono osservatori faunistici affacciati sul Pantano Roveto, capanni che permettono di stare fermi e nascosti mentre a pochi metri la vita del pantano continua senza accorgersi di voi. È l'unico approccio che funziona davvero, perché un uccello che vi ha visto arrivare è un uccello che se n'è già andato.

Serve pazienza e serve silenzio, ed è un'attività che si sposa bene con la prima mattina o con l'ultima luce del pomeriggio. Portate un binocolo, scarpe comode e acqua: i sentieri sono di terra e l'ombra è poca. Prima di partire vale sempre la pena verificare condizioni di accesso e percorribilità, che in una riserva possono cambiare.

Due picchi e un inverno

Il birdwatching a Vendicari si concentra sulle migrazioni, e i picchi sono due: quello di primavera, indicativamente fra marzo e maggio, e quello d'autunno, indicativamente fra settembre e novembre. L'inverno è invece la stagione degli svernanti, con gli anatidi che si fermano sui pantani per mesi. È tutto quello che si può dire con onestà: un calendario specie per specie, mese per mese, non esiste.

Vale in particolare per i fenicotteri, che sono la presenza che tutti sperano di vedere. Sono documentati nella riserva, e capita di avvistarli: possibile, non garantito. Chi vi promette che in un certo mese li trovate di sicuro vi sta raccontando una cosa che nessuna fonte seria conferma. Il modo giusto di andarci è senza aspettative precise, pronti a essere sorpresi da quello che c'è quel giorno.

Per andarci preparati: binocolo, scarpe chiuse, acqua e la disponibilità a stare fermi un po'. Verificate sempre accessi, ingressi e condizioni dei sentieri prima di mettervi in strada: nelle riserve le regole d'accesso cambiano.

C'è qualcosa di ordinato in tutto questo. Il borgo porta forse nel nome il passaggio delle tortore, a pochi chilometri i pantani accolgono ogni anno centottanta specie diverse, e chi soggiorna da queste parti si trova nel mezzo di una rotta che esisteva molto prima delle strade. Basta alzarsi presto una mattina, e la vacanza al mare diventa anche un'altra cosa.

Dormire dentro il paesaggio che avete appena letto — Dimora Calafarina Marzamemi

Contrada Calafarina è esattamente qui: fra il borgo di Marzamemi, i pantani di Vendicari e la punta dove lo Ionio incontra il Mediterraneo.