Il sud-est della Sicilia è una porzione d'isola piccola e densa. Da Marzamemi si arriva in una ventina di minuti a una riserva naturale sul mare, in una mezz'ora a una città barocca patrimonio dell'umanità, in poco più di un'ora a Siracusa. Proprio perché tutto è vicino, il rischio è muoversi a caso e vedere ogni cosa di corsa. Questa guida serve a darvi l'ordine mentale della zona: cosa sta in che direzione e quanto tempo conviene dedicargli.
Il punto di partenza: Marzamemi
Marzamemi è un borgo marinaro, frazione del comune di Pachino, cresciuto attorno a un approdo poi diventato porto di pesca. L'assetto che vedete oggi nasce nel 1752, quando il principe Nicolaci di Villadorata vi fece costruire il palazzo, la loggia, la tonnara nuova e la cappella. La tonnara è stata a lungo fra le più importanti della Sicilia orientale, seconda solo a Favignana per numero di tonni lavorati, e ha chiuso definitivamente nel 1969.
Il cuore del borgo è Piazza Regina Margherita, affacciata sulla Loggia della Tonnara e sul palazzo dei principi, con la chiesa di San Francesco di Paola edificata nel 1945. In estate la piazza ospita il cartellone di eventi del borgo. Da Contrada Calafarina ci arrivate in pochi minuti e, una volta lì, tutto si fa a piedi.
Il mare, da Vendicari all'Isola delle Correnti
La Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari è a un quarto d'ora d'auto: poco più di millecinquecento ettari, otto chilometri di costa da Eloro a nord fino a contrada San Lorenzo a sud, cinque pantani salmastri e alcune spiagge che si raggiungono solo camminando. Merita una giornata sua: è previsto un biglietto d'ingresso unico valido per le spiagge della riserva, con parcheggi custoditi agli accessi.
Scendendo verso sud si arriva a Portopalo di Capo Passero, che ha il porto peschereccio più importante della Sicilia sud-orientale, e all'Isola delle Correnti, dove il Mar Ionio incontra il Mediterraneo: sabbia bianca finissima, una barra di sabbia che la collega alla terraferma e vento quasi sempre. Di fronte a Portopalo c'è l'Isola di Capo Passero, area di grande valore naturalistico con il forte voluto dal viceré Marcantonio Colonna nel 1583. Alle spiagge di questo tratto abbiamo dedicato un articolo a parte.
Il barocco: Noto e, più in là, Ortigia
Noto è a una mezz'ora d'auto e fa parte del sito UNESCO delle Città tardo barocche del Val di Noto, iscritto nel 2002. È il risultato della ricostruzione seguita al terremoto del 1693. In mezza giornata vedete la Cattedrale di San Nicolò, crollata il 13 marzo 1996 e riaperta al culto il 18 giugno 2007, e Palazzo Nicolaci di Villadorata, con i mensoloni scolpiti dei balconi, uno diverso dall'altro.
Siracusa è più lontana, circa un'ora, e chiede una giornata intera. A Ortigia, il centro storico insulare, trovate il Tempio di Apollo, il più antico tempio dorico dell'Occidente greco, il Duomo nato dall'inglobamento di un tempio dorico dedicato ad Atena e la Fonte Aretusa con i suoi papiri. Fuori dall'isola c'è il Parco Archeologico della Neapolis, con il Teatro Greco, le Latomie e l'Orecchio di Dionisio.
L'archeologia, che qui è ovunque
A meno di mezz'ora ci sono due siti che quasi nessuno mette in programma e che valgono la deviazione. Eloro era una colonia siracusana affacciata sul mare, nata nell'VIII secolo a.C., di cui nel tempo sono emerse evidenze monumentali importanti, fra cui il teatro. La Villa Romana del Tellaro, nel territorio di Noto sulla riva destra dell'omonimo fiume, è una villa tardo-imperiale del IV secolo d.C. scoperta all'inizio degli anni Settanta: circa tremila metri quadri attorno a un peristilio, con mosaici fra i più raffinati dell'epoca.
Verso ovest, già in provincia di Ragusa, ci sono Ispica e la Cava d'Ispica, una stretta valle fluviale lunga tredici chilometri: nell'area nord si trova la catacomba paleocristiana della Larderia, con 464 sepolture datate fra la fine del III e il V secolo, mentre il Parco Forza prende il nome da una fortezza medievale ai cui piedi si estendeva Spaccaforno, distrutta dal terremoto del 1693. Molto più vicino si apre invece la Grotta di Calafarina, che ha dato il nome alla contrada: 123 metri di sviluppo e sedimenti dalla preistoria all'età bizantina, indagati a inizio Novecento da Paolo Orsi. Le condizioni di accesso non sono scontate, quindi informatevi prima di avvicinarvi.
Quanto tempo serve davvero
Con tre giorni pieni si fa una scelta: un giorno di mare fra Vendicari e Portopalo, una mezza giornata a Noto, il resto fra il borgo e la costa vicina. Con una settimana entrano anche Siracusa, Ispica e i siti archeologici, senza correre. Sotto i due giorni conviene rinunciare a Siracusa: è un'ora buona di strada per parte.
La stagione cambia le priorità. Il mare resta sopra i 24 gradi dai primi di luglio ai primi di ottobre, con il picco in agosto: sono i mesi del bagno, e anche i più affollati. Per girare a piedi fra il barocco e i sentieri, aprile e maggio oppure fine settembre e ottobre sono più comodi, con luce buona e caldo gestibile.
Se dovessimo dare una sola indicazione, sarebbe questa: non trattate il sud-est come una lista da spuntare. Le distanze brevi vi permettono di fare una cosa al giorno e farla bene, tornando la sera senza la sensazione di aver rincorso qualcosa. Il resto lo trovate negli articoli dedicati: spiagge, sentieri di Vendicari, storia della tonnara, Noto nel dettaglio.
A pochi minuti dai luoghi di questa guida — Dimora Calafarina Marzamemi
Dalla contrada Calafarina si raggiungono in poco tempo il borgo di Marzamemi, la Riserva di Vendicari e la punta più a sud della Sicilia: una base comoda per girare senza fare ogni giorno chilometri.