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Riserva Naturale di Vendicari

Millecinquecento ettari fra spiagge incontaminate, pantani salmastri e scogliere, con una torre quattrocentesca e i ruderi di una tonnara settecentesca sul mare.

Una ventina di minuti d'autoIngresso a pagamento
La tonnara e la torre di Vendicari affacciate sul mare turchese
La tonnara e la torre di Vendicari, sulla costa della riserva

Una delle aree protette più affascinanti della Sicilia, dove si alternano spiagge incontaminate, pantani salmastri e scogliere. È meta ideale per il birdwatching, grazie ai fenicotteri e agli aironi che vi sostano durante le migrazioni.

La riserva è stata istituita nel 1984 e aperta al pubblico nel 1989: 1.512 ettari e circa otto chilometri di costa, da Eloro a nord fino alla contrada San Lorenzo a sud. Il cuore umido è fatto da cinque pantani — Piccolo, Grande, Roveto, Sichilli e Scirbia — che con le saline hanno avuto a lungo un peso economico reale su questa costa, e che oggi sono una zona umida di importanza internazionale.

Sul mare, accanto ai ruderi della tonnara settecentesca che cessò l'attività nel 1943, si alza la cosiddetta Torre Sveva. Il nome è tradizionale ma fuorviante: la torre fu costruita nel Quattrocento da Pietro d'Aragona, duca di Noto, per difendere i magazzini in cui si stoccavano le derrate destinate al commercio.

Si cammina su tre percorsi segnalati. Uno porta alla tonnara e alla torre; uno passa dagli osservatori faunistici del Pantano Roveto e arriva alla cittadella bizantina di Maccari; uno scende alla spiaggia di Calamosche, incassata fra basse scogliere e raggiungibile solo a piedi, lasciando l'auto al parcheggio dell'ingresso. Le spiagge della riserva sono cinque: Eloro, Marianelli, Calamosche, Vendicari e San Lorenzo.

Chi viene per gli uccelli trova un patrimonio raro: si stima che circa 180 specie frequentino la riserva ogni anno, dal fenicottero rosa alla spatola, dalla garzetta all'airone cenerino, fino al cavaliere d'Italia, che della riserva è la specie simbolo.

Consigli pratici

  • L'ingresso alla riserva è a pagamento, con un biglietto unico valido per le spiagge, e ci sono parcheggi custoditi: verificate ingressi e condizioni prima di partire, perché variano per stagione.
  • Cala Mosche si raggiunge esclusivamente a piedi dal parcheggio dell'ingresso: mettete in conto la camminata e portate acqua.
  • Per il birdwatching i periodi migliori sono le migrazioni di primavera e di autunno; d'inverno si osservano gli anatidi svernanti. L'avvistamento dei fenicotteri è sempre possibile, mai garantito.
  • In piena estate le ore centrali sono molto calde e i sentieri poco ombreggiati: conviene entrare presto la mattina.
Foto di Dimora Calafarina Marzamemi a schermo intero
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