La scogliera e il mare mosso davanti all'Isola delle Correnti
La costa rocciosa davanti all'Isola delle Correnti — foto: Davide Mauro · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Di questa punta di Sicilia si notano prima le cose in superficie: il mare, le serre, la sabbia chiara, i costoni di roccia sul filo dell'acqua. Sotto, però, c'è una storia molto più lunga e molto più strana. La roccia su cui poggiano Capo Passero e Pachino è quello che resta di antichi vulcani sottomarini, e sopra di essi si sono costruite barriere fossili fatte da molluschi che oggi non esistono più. È il fatto più bello che si possa raccontare di questo territorio, e sta esattamente sotto i vostri piedi.

Un vulcano sottomarino sotto i piedi

Alla base della successione geologica di Capo Passero ci sono basalti alcalini del Cretaceo superiore: lave emesse sul fondo del mare, in un'epoca in cui questo lembo di crosta era tutt'altro che una punta di Sicilia. Non si trattava di un unico vulcano ma di più edifici sottomarini, quelli che i geologi chiamano seamount, allineati in senso meridiano.

Questo allineamento non è casuale: è parallelo all'andamento attuale della Scarpata Ibleo-Maltese. In altre parole, la geometria di quei vulcani, spenti da decine di milioni di anni, è la stessa che governa ancora oggi la forma di questo pezzo di Mediterraneo.

Che cosa sono le rudiste

Sui basalti, una volta spenta l'attività vulcanica, si sono sviluppate scogliere a rudiste del Maastrichtiano, cioè dell'ultimo tratto del Cretaceo. Le rudiste erano molluschi bivalvi oggi estinti, che costruivano strutture rigide simili a barriere coralline.

Vivevano ammassate le une accanto alle altre, in acque calde e poco profonde, e crescendo costruivano strutture rigide molto simili a una barriera corallina. Poi si sono estinte, insieme a molte altre forme di vita, alla fine del Cretaceo. Quello che vedete oggi nella roccia di Capo Passero è il calcare che quelle colonie hanno lasciato: una barriera fossile, costruita da animali che nessuno ha mai visto vivi.

Il resto della successione, e perché è un geosito

Sopra le scogliere a rudiste la storia continua per lembi discontinui: calcareniti a macroforaminiferi del Luteziano, e più in alto calcari ad alghe e briozoi dell'Aquitaniano. Sono nomi che sembrano ostici ma raccontano una cosa semplice, cioè che questo pezzo di fondale ha cambiato mestiere più volte, restando quasi sempre sott'acqua e ospitando ogni volta comunità di organismi diverse.

Proprio per questa concentrazione di storie sovrapposte l'area è riconosciuta come geosito, censito come Scogliere a Rudiste e Coralli del Cretacico superiore di Capo Passero e Pachino. Non è un parco tematico e non ci sono cartelli a ogni angolo: è un valore scientifico che sta nella roccia, e che si apprezza sapendo dove guardare.

Dove lo Ionio incontra il Mediterraneo

All'Isola delle Correnti passa il confine convenzionale fra il Mar Ionio e il Mediterraneo, e non è un dettaglio da poco per un posto che si raggiunge in una ventina di minuti d'auto. L'area, del resto, è inclusa fra i biotopi di rilevante interesse botanico della Sicilia, segno che la particolarità non è solo cartografica.

Qui però va sfatato con garbo un racconto che circola molto: la famosa linea visibile fra due mari di colore diverso non è un fatto documentato, è una bella storia popolare. Quello che esiste davvero, e che si vede benissimo, sono le correnti forti che danno il nome all'isolotto e il vento quasi sempre presente. È meno pittoresco di una linea sull'acqua, ma è molto più impressionante da vivere di persona.

Il paesaggio che ne è rimasto

La costa di questa punta alterna spiagge con dune sabbiose e tratti di scogliera bassa, e il passaggio fra i due avviene spesso nel giro di poche centinaia di metri. Le dune trattengono una vegetazione fragile e specializzata, gli scogli conservano le forme incise dal mare: due paesaggi diversi che raccontano lo stesso fondo roccioso, semplicemente coperto o scoperto.

Camminando lungo la costa, dalla zona di Contrada Calafarina verso Portopalo, si passa continuamente dall'uno all'altro. Sapere che sotto c'è un vulcano spento e una barriera fossile non cambia la vista, ma cambia il modo di guardarla.

Come guardarla: le rocce scure e compatte a filo d'acqua e i calcari chiari poco più su raccontano due capitoli diversi della stessa storia. Se vi avvicinate a costoni e scogliere fatelo con prudenza e senza staccare campioni: è un geosito, non una cava.

È una cosa che vale la pena portarsi dietro per il resto del soggiorno. Le serre si stendono sopra questa storia sepolta, le spiagge chiare e le scogliere scure sono due facce dello stesso racconto, e l'Isola delle Correnti smette di essere solo un punto sulla mappa. Sotto la punta della Sicilia c'è un vulcano addormentato coperto di conchiglie giganti: bastano queste due righe per rendere diversa una giornata al mare.

Dormire dentro il paesaggio che avete appena letto — Dimora Calafarina Marzamemi

Contrada Calafarina è esattamente qui: fra il borgo di Marzamemi, i pantani di Vendicari e la punta dove lo Ionio incontra il Mediterraneo.