A metà maggio, a una mezz'ora d'auto da qui, una via intera di Noto si copre di fiori. Succede in via Nicolaci, la strada in salita dominata da Palazzo Nicolaci di Villadorata, e dura pochi giorni: il tempo che i petali reggano. Se il vostro soggiorno cade in quel periodo, è la cosa per cui vale la pena lasciare il mare per una mattina.
Una notte di lavoro, un tappeto di fiori
L'Infiorata non si costruisce a poco a poco: si fa in una notte sola. Maestri infioratori siciliani e laziali lavorano al buio lungo tutta la via, e alla mattina via Nicolaci è diventata un tappeto continuo di bozzetti floreali, da un capo all'altro.
Ogni edizione ha un tema diverso, e i bozzetti lo seguono: cambiano i soggetti, i colori, il modo di riempire i riquadri. Chi ci torna di anno in anno non rivede mai lo stesso disegno, ed è anche per questo che la manifestazione ha un pubblico affezionato che si sposta apposta.
Via Nicolaci, la strada giusta per farlo
Non è una via qualsiasi. Sale dritta verso l'alto del centro storico ed è fiancheggiata da Palazzo Nicolaci di Villadorata, un palazzo barocco di circa novanta stanze, iniziato attorno al 1720 su progetto attribuito a Rosario Gagliardi e portato avanti con lavori proseguiti fino al 1765.
Quello che rende celebre il palazzo sono i mensoloni scolpiti che reggono i balconi: leoni, putti, centauri, cavalli alati, chimere, sirene, figure grottesche, ognuna diversa dall'altra. Quando la via è coperta di fiori si guarda in basso e in alto nello stesso momento, ed è un effetto che le fotografie rendono male.
Quando andare e cosa aspettarsi
Il periodo è la metà di maggio, di solito attorno al terzo fine settimana. La via resta visitabile per alcuni giorni dopo la notte di realizzazione, finché i fiori tengono. Le date esatte cambiano di anno in anno e vengono pubblicate sul sito ufficiale della manifestazione: è l'unico posto in cui conviene guardare.
Aspettatevi molta gente, soprattutto nel fine settimana. Vi conviene arrivare presto la mattina, quando la luce è bassa e i disegni sono ancora integri, e lasciare l'auto fuori dal centro storico facendo a piedi l'ultimo tratto. Maggio da queste parti è un mese comodo: caldo asciutto, giornate lunghe, niente afa.
Il resto di Noto vale la giornata intera
Una volta arrivati non ripartite solo per i fiori. La città che vedete è il risultato della ricostruzione seguita al terremoto del 1693 e fa parte del sito UNESCO delle città tardo barocche del Val di Noto, iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale nel 2002.
La Cattedrale di San Nicolò merita una sosta anche per la sua storia recente: la sera del 13 marzo 1996 crollarono la cupola e la navata, e ci sono voluti undici anni di lavori per rimetterla in piedi. È stata riaperta al culto nel giugno del 2007 ed è considerata un caso quasi unico di ricostruzione integrale di un monumento interamente in muratura in zona sismica.
Se non capitate a maggio
Via Nicolaci resta una delle strade più belle del sud-est anche senza fiori, e i mensoloni del palazzo si guardano tutto l'anno. Noto è a una mezz'ora di macchina: è la gita che si incastra bene in una giornata di vento, quando il mare non invita e si ha voglia di camminare.
E se siete qui a fine agosto o in pieno febbraio, la città ha un altro appuntamento importante, la festa del suo patrono, che si celebra due volte l'anno: ne parliamo nell'articolo dedicato a San Corrado.
È una di quelle cose che si vedono una volta e restano. Mezz'ora d'auto all'andata, una mattinata in salita fra i fiori e i balconi, e per il pomeriggio siete di nuovo in spiaggia: dal sud-est si fa senza rinunciare a niente.
Una base tranquilla nelle settimane di festa — Dimora Calafarina Marzamemi
Nei mesi in cui il borgo e i paesi vicini si riempiono, avere un appartamento con giardino privato e parcheggio numerato dentro un residence recintato cambia parecchio la giornata.