Grappoli di pomodoro ciliegino di Pachino
Pomodoro di Pachino — foto: sunshinecity · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Chiamarla sagra è l'errore più comune, e chi vive qui lo nota subito. Si chiama Festa del Pomodoro di Pachino IGP, la organizza il Consorzio di Tutela e non si tiene a Pachino: si tiene a Portopalo di Capo Passero, ad agosto, a un quarto d'ora scarso d'auto da qui. Vale la pena andarci anche solo per capire cosa c'è dietro il nome più usato e più copiato della gastronomia siciliana.

Il nome conta, e anche il posto

Il nome ufficiale è Festa del Pomodoro di Pachino IGP. Non è pignoleria: la manifestazione nasce proprio per promuovere e tutelare il pomodoro autentico e per contrastare l'uso improprio del nome, che per questo prodotto è un problema costante.

La sede è Portopalo di Capo Passero, il comune all'estrema punta meridionale dell'isola, e non la vicina Pachino, come si legge spesso in giro. L'organizzatore è il Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino e il periodo è agosto.

Cosa si fa durante la festa

Il cuore sono le degustazioni, ma il programma è più largo: showcooking, laboratori sensoriali, un'estemporanea d'arte, spettacoli, musica e sport. È una festa di piazza, con dentro una parte tecnica seria, non una fiera di settore chiusa agli addetti.

I laboratori sensoriali sono la parte che consigliamo se avete dei ragazzi con voi: assaggiare in sequenza tipologie diverse dello stesso pomodoro e sentire quanto cambiano funziona meglio di qualsiasi spiegazione.

Cosa vuol dire davvero IGP

Il Pomodoro di Pachino ha l'Indicazione Geografica Protetta, e il disciplinare stabilisce prima di tutto dove può essere prodotto: l'intero territorio comunale di Pachino e di Portopalo di Capo Passero, più parte dei territori di Noto, in provincia di Siracusa, e di Ispica, in provincia di Ragusa.

Fuori da quei confini quel pomodoro non può chiamarsi così. Vuol dire anche che chi soggiorna in questa contrada dorme dentro la zona di produzione: le serre che vedete lungo le strade, andando verso il mare o verso Portopalo, sono esattamente quelle.

Non uno, ma cinque

Il disciplinare riconosce cinque tipologie: tondo liscio, costoluto, ciliegino, datterino, indicato anche come plum, e miniplum. Sono pomodori diversi per forma, dolcezza e resa in cucina, e chi li compra qui impara in fretta a scegliere in base a cosa deve farci.

L'idea che il Pomodoro di Pachino sia solo il ciliegino è un'abitudine da banco di supermercato. Sui mercati della zona le tipologie si trovano affiancate, e la differenza si vede a occhio nudo prima ancora di assaggiare.

Le regole che fanno la differenza

Due punti del disciplinare raccontano il prodotto meglio di qualsiasi slogan. Il primo: la coltivazione fuori suolo non è ammessa, quindi la pianta resta legata al terreno e a quello che il terreno le dà.

Il secondo riguarda la filiera. Il condizionamento può avvenire in azienda o in centri idonei, ma nello stesso giorno della raccolta, e il confezionamento deve avvenire in strutture che stanno dentro la zona di produzione. È una filiera corta per obbligo, non per scelta commerciale.

Il resto lo fanno la luce e la salinità di questa punta di Sicilia, che è poi il modo in cui da queste parti si spiega perché un pomodoro coltivato qui non sappia come uno coltivato altrove.

Andarci, e comprarlo bene

Portopalo è a pochi chilometri, un quarto d'ora scarso di macchina. Nei giorni della festa il paese si riempie, quindi arrivateci presto la sera oppure mettete in conto di parcheggiare lontano dal centro e fare un pezzo a piedi.

Date e programma cambiano ogni anno e vengono pubblicati dal Consorzio sul proprio sito, igppachino.it. È anche il posto giusto per capire come riconoscere il prodotto certificato quando lo comprate, che poi è la ragione per cui il Consorzio esiste.

Attenzione al nome: non è la sagra del pomodoro e non si tiene a Pachino. È la Festa del Pomodoro di Pachino IGP, a Portopalo di Capo Passero, ad agosto. Date e programma sul sito del Consorzio, igppachino.it.

Che ci capitiate o no, il pomodoro qui lo mangerete comunque: è l'ingrediente che trovate in ogni cucina della zona, dall'inizio dell'estate in poi. La festa serve semmai a capire perché una cosa così ordinaria abbia un consorzio intero che la difende.

Una base tranquilla nelle settimane di festa — Dimora Calafarina Marzamemi

Nei mesi in cui il borgo e i paesi vicini si riempiono, avere un appartamento con giardino privato e parcheggio numerato dentro un residence recintato cambia parecchio la giornata.